Le origini

a cura di Arianna Fornasari

Le origini

Proseguendo dalle primordiali esperienze artistiche, sia pittoriche che musicali, nel momento in cui nasce il germoglio della creazione individuale, Colucci si cimenta nel figurativo. Esercizi, spontanei e necessari per un pittore, che servono sostanzialmente a perfezionare la tecnica, come è normale che sia, ma anche a indagare le vie che portano verso il proprio percorso artistico nonché facendo affinare, nel caso di Colucci, l'accostamento cromatico che negli anni successivi, a seguito di una lunga ricerca, diventerà simbolo dei risultati odierni e del tutto personali di Art in music, sui quali ci soffermeremo in dettaglio nella successiva sezione. Frequentando diverse botteghe d'arte, in questa prima fase del percorso artistico, i soggetti del mondo naturale, ma anche borghi, colline e paesaggi, vengono dipinti sia nelle medie dimensioni ad acquerello, che ad olio su tela, questo rivolto maggiormente a soggetti quali fiori, frutta, animali o gruppi di essi ritratti inserendovi anche elementi decorativi astratti. Non mancano altre prove pratiche tra cui disegno a matita o tecniche miste, senza prediligere un supporto specifico e sempre sperimentando nuovi risultati nati dalla commistione di tecnica e supporto, includendo anche un periodo di digital art sul finire del primo decennio del 2000. Abbandona nel tempo queste varie tecniche concentrandosi, fino ad ora, sull'acrilico.

 

Still life, 2010, olio su tela, cm. 30x40, Collezione privata, Leopoldsburg, Limburgo, Belgio
Nectarine, 2012, acrilico su mdf, cm. 30x50

 

Fragrance, 2012, acrilico su mdf, cm. 30x50, Collezione privata, Oriolo (CS)
Dragon Age, 2013, olio e acrilico su tela, cm. 40x55

 

Dal 2012, inizia un lungo periodo di sperimentazione, dove tralascia man mano i soggetti più classici del figurativo - per poi abbandonarli del tutto - portandosi verso i primi risultati del tutto personali, senza mai desistere sulle sue grandi passioni: natura e musica. Gli elementi naturali come foglie, fiori e composizioni con entrambi, mantengono i profili canonici ma riempiono i propri spazi di colori fantastici e fantasiosi, trasformando in un paradosso il binomio tra la forma riconoscibile e i colori ad essa collegati. Altre soluzioni, arrivano a formare ombre di animali, ripercorrendone i profili ed immergendoli in acque artisticamente colorate. Costante nelle esposizioni di Colucci, sin dall'inizio della sua carriera artistica, è accomunare le opere pittoriche alle musiche da lui stesso composte. Lo stile musicale ripercorreva influenze jazz, rock ed ambient, collaborando anche con altri musicisti, continuando in maniera autonoma/solista verso l'unione pittura-musica, questa ora in un genere sperimentale dove le musiche possono esser considerate come il dark side dei dipinti, con accezioni più mistiche e meditative rispetto ai colori presenti nei dipinti, il tutto ora conosciuto come Art in music.

Arianna Fornasari - Ferrara, ottobre 2019

 

 

ART IN MUSIC